La riforma fiscale reintroduce il concordato preventivo, come stabilito dal Consiglio dei ministri il 3 novembre. Questa misura è destinata a favorire le partite Iva e le piccole e medie imprese (Pmi), mentre per le grandi imprese è prevista un’estensione del concetto di “cooperative compliance”.
Conformemente a quanto previsto nella legge contenuta nella delega fiscale, la riforma fiscale consente ai contribuenti di stipulare preventivamente un accordo con l’Agenzia delle entrate riguardo alle tasse relative ai loro redditi che saranno pagate nei due anni successivi. In questo periodo di 24 mesi, l’importo delle tasse rimarrà invariato, indipendentemente dal fatturato effettivo.
Il decreto legislativo di attuazione della delega fiscale include anche disposizioni relative ai controlli e agli accertamenti fiscali e stabilisce che l’Agenzia delle Entrate dovrà mettere a disposizione dei contribuenti una proposta di adesione entro aprile 2024. In seguito, quando la procedura sarà pienamente operativa, la scadenza per l’adesione sarà il 15 marzo. I contribuenti avranno la possibilità di aderire a questa iniziativa entro luglio 2024, con scadenze simili negli anni successivi (entro giugno).